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Prato, Coronavirus: Centinaia di aziende contagiate

Tessile Prato aziende contagiate
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Prato, Coronavirus: Centinaia di aziende contagiate

Riceviamo e pubblichiamo la lettera-appello del Direttore delle Risorse Umane di un’azienda tessile di Prato: “Il credito d’imposta va adeguato all’emergenza e va reso immediatamente monetizzabile”

Prato. Tessuti, export, PMI e confezioni cinesi. Questo è il giusto ordine per in sintesi descrivere l’attività economica della città, invertito dalla cronaca nelle prime fasi del contagio perché la presenza di una tra le più importanti e numerose comunità cinesi d’Italia portava in sé il rischio potenziale di divenire un focolaio di infezione, anche per il timore del rientro al lavoro di migliaia di persone dal paese di origine dopo il capodanno cinese.

La disciplina e il rigore nell’applicazione dell’autoisolamento al netto di cautele preventive e regole restrittive inesistenti in quel periodo meritano ammirazione e rispetto e hanno tutelato anche  Prato dagli effetti del virus, a oggi con il più basso numero di contagiati in Toscana .

Con lo stop imposto dal Governo alle attività produttive dell’ultimo decreto l’epidemia si è estesa da oggi gravemente alle centinaia di PMI tessili del territorio, indotto insostituibile per la fabbricazione del tessuto destinato per buona parte all’export che per loro dimensione e caratteristiche possono basare la sopravvivenza solo sul fatturato corrente e sono parte di quel sistema detto e riconosciuto trainante per l’economia nazionale.

Per noi pratesi rimboccarsi le maniche senza chiedere aiuto alle istituzioni è la consuetudine, lo è stata dal dopoguerra ai giorni nostri nel superare le tante e pesanti crisi di settore e oggi di fronte alla tutela della salute non ci tiriamo certo indietro, faremo la nostra parte come sempre, ma la portata e la gravità della situazione attuale ci rende consapevoli che senza un intervento immediato di iniezione di liquidita’ che copra la perdita del fatturato le nostre aziende non potranno riaprire.

Il credito d’imposta emesso e certificato dall’ADE va adeguato all’emergenza e va reso immediatamente monetizzabile presso gli Istituti di Credito come un assegno firmato dallo Stat Italiano, senza queste caratteristiche non serve allo scopo e non consente di anticipare la CIG ai dipendenti che dovranno aspettare mesi per lo stipendio e non potranno avere le stesse garanzie dei dipendenti pubblici innescando una pericolosa discriminazione sociale.

Per sconfiggere il virus oggi è indispensabile crederci e stare uniti ma più di ogni altra cosa dobbiamo avere la certezza di avere un futuro.

Riccardo Chisci

Forza ItaliaCoordinamento Regione Toscana

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