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Gramigna: Spiagge made in Italy e Bolkestein

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La responsabile del Dipartimento tutela del Made in Italy di Forza Italia Toscana Antonella Gramigna: “spiagge made in Italy e Bolkestein”

Il Consiglio dei Ministri, come sappiamo, ha approvato sia l’emendamento sui balneari al ddl concorrenza, sia il disegno di legge delega all’unanimità. “Le spiagge e gli arenili sono beni pubblici- asseriscono- e come tali vanno trattati.”

Nulla questio, se non il fatto che quei beni, da anni sono motivo di vanto, qualità, e lavoro per migliaia di persone, nonchè di investimenti di elevato spessore, da parte di imprenditori che hanno fatto sì che fossimo la perla del turismo balneare.

Il nostro Made in Italy, parte anche da qui. Dall’accoglienza, dai servizi, dal poter dare decoro alle spiagge, per tante famiglie e turisti di passaggio. La Bolkestein non tiene per nulla in considerazione la tipicità degli stabilimenti italiani.

Nessuno nega la necessità di regolamentare il settore dei balneari, sancendo il principio di assegnazione tramite gare pubbliche, ma qualcuno parla di” annosi privilegi” anche di parlamentari che, in qualche modo hanno interessi nel settore. Interessi sicuramente a tutelarne il valore, conoscendone in prima persona la fatica, e gli investiti fatti negli anni, per fornire servizi all’altezza.

Si parla anche  di una situazione svantaggiosa per i cittadini, l’ambiente e gli imprenditori stessi del comparto.

Svantaggioso sarebbe far trovare un ambiente curato, sicuro sotto ogni punto di vista, per i turisti, i giovani o le famiglie?

Tutto confutabile. A meno che, per il Governo, specie alcune frange che sono maggioranza, e parlano alle pance, come sempre, doloranti della gente, e faccia comodo cavalcare quest’onda.

Gli onorevoli grillini, giustappunto, i detentori dei “diritti del popolo”, sostengono con forza una sentenza del Consiglio di Stato che parla di assegnazioni con bandi pubblici entro il 31 dicembre 2023. E che contro ciò ” non può che esserci una destra pronta a flirtare con le lobby e a tutelare i privilegi dei pochi a scapito dei cittadini e degli imprenditori onesti”.

Al di là del concetto base per il quale l’onestà non ha bandiera politica, ma la loro è alquanto macchiata, ed in quanto a lobby, beh, potrebbero scrivere un trattato, si rende indispensabile studiare adesso un sistema di gare pubbliche che prevedano la considerazione di investimenti fatti, anche recenti, che andrebbero a minare l’economia di imprese del settore, con il diritto di indennizzi a carico del subentrante per le perdite di mancato ammortamento e di avviamento, da determinare con definiti indicatori economici.

Sorprendente è, comunque, che ci si sia impegnati così velocemente, con tempo e risorse, per mandare in rovina 30mila aziende italiane e le loro famiglie, aprendo, di fatto, così la possibilità a grossi gruppi dì investitori e soprattutto stranieri, dì impossessarsi di un bene strategico irrinunciabile quali le coste italiane, confini del nostro Paese.

Sappiamo bene come funziona la cosa: l’Italia alla fine è un bel paese appetibile, e quando si tratta di appropriarsi di beni di prima necessità, come il settore turistico e ristorazione, gli investitori non mancano. Specie se, come oggi, siamo ridotti a tasche vuote, quindi con estremo bisogno di risalire la china. Prato docet .

Un buon Governo ha il compito dì proteggere e tutelare le proprie qualità, eccellenze e le proprie imprese, soprattutto in un momento dì gravissima difficoltà economica. Se permetteremo dì aprire il mercato agli stranieri, ma invece agli italiani non sarà permesso dì fare lo stesso negli altri paesi, come è di fatto, che accadrà? Questi sarebbero i principi su cui si basa la concorrenza?.

Il riordino ( così lo chiamano) delle concessioni balneari è per il settore, una mazzata. Senza considerare che per un effettiva messa a regime del sistema demaniale occorrono parecchi anni. Serve una proroga di anni, serve maggiore rispetto e tempi più lunghi che possano permettere di ammortizzare gli investimenti fatti, con un periodo transitorio che permetta una revisione organica del demanio marittimo nel quale le nostre imprese possano essere messe nelle condizioni di affrontare le gare con serenità.

L’obiettivo, infatti, di Forza Italia, forza di governo, è quello di preservare quel tessuto imprenditoriale, spesso a conduzione famigliare, che sugli stabilimenti ha fondato la propria dimensione economica, oltre a garantire il lavoro, gli investimenti, i sacrifici fatti e il diritto a un futuro sereno per migliaia di imprenditori e lavoratori del mare.

Diventare deboli, significa diventare aziende ‘aggredibili’ da chiunque, senza neppure sapere, ad oggi, le modalità di come verranno effettuate le gare ed in che modo saranno garantiti gli investimenti ai concessionari uscenti, che, non va dimenticato, garantiscono servizi anche di sicurezza da mattina a sera, oltre a tener pulite le coste. Pensate che avere spiagge libere sia migliore? Provate a visitarle, a pomeriggio inoltrato.

Chi garantirà i servizi di vigilanza professionali, i defibrillatori in ogni bagno così come la pulizia invernale delle spiagge, che è carico dei ” bagni” ? E’ alla svolta qualcosa di storico, che fa ormai parte del dna delle nostre coste, depauperando quel patrimonio di bellezza e qualità che piccole imprese da sempre offrono con quell’atmosfera così familiare ai nostri stabilimenti.

Storie di tanti, che negli anni si ritrovano e vivono il mare, le ordinare file di ombrelloni, pulizia e serenità, ed anche la ristorazione spesso collegata ad essi. Il rischio omologazione potrebbe essere dietro l’angolo. Avremo, in cambio, magari tanti Hot dog di una multinazionale del fast food, o involtini primavera invece che un bello spaghetto allo scoglio, servito in terrazza, da personale qualificato. Vuoi mettere?

Antonella Gramigna, Responsabile Dipartimento Tutela del Made in Italy Forza Italia Toscana

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